A una certa età, e rimaniamo volontariamente sul vago, pur senza malattie la vista diventa fragile.

Non è “malattia” la presbiopia – ovvero l’incapacità di mettere a fuoco da vicino – ma è pur sempre la perdita di una funzione: l’occhio perde per ragioni naturali la capacità di “accomodare”, di vedere nitidi anche gli oggetti molto vicini.
Non è una “malattia” la sclerosi nucleare del cristallino, ma è pur sempre il peggioramento di una funzione: il cristallino che nei giovani è perfettamente trasparente passando gli anni diventa giallastro, sino a diventare dapprima ambra chiaro poi scuro sino a marrone. Il cristallino dell’occhio sano per effetto dell’età si comporta come un paio di occhiali da sole e porta via sempre più luce.
Nella visione per lontano e in luce diurna l’invecchiamento dell’occhio crea pochi problemi. Ma se un anziano alla sera vuole leggere ha necessariamente grosse difficoltà e si stanca. La prima cosa che fa è smettere di leggere o leggere sempre meno, con conseguente declino cognitivo: la lettura è un vero e proprio esercizio per la mente.

I provvedimenti da prendere sono due: aumentare la dimensione dei caratteri di ciò che si legge e aumentare qualità e quantità della luce.
Per aumentare la dimensione dei caratteri di lettura senza ricorrere a ingranditori elettronici la soluzione più semplice è usare lenti o occhiali ingrandenti e avvicinare la pagina all’occhio, portandola a meno dei canonici trenta centimetri. Per potere usare entrambi gli occhi gli occhiali devono essere dotati di prismi che favoriscono la convergenza e la visione binoculare.

La luce deve avere caratteristiche tali da riversare sull’oggetto una luce bianca, senza luccichii e senza riflessi. La scelta ricade sulle luci al led che forniscono una illuminazione elevata, con luce bianca e non gialla come quella delle lampade ad incandescenza, senza emettere radiazioni nocive per il bulbo oculare. Inoltre è suggerito focalizzare la luce dall’altezza della spalla all’area di lavoro, quanto più possibile orientata secondo la linea di sguardo, senza generare ombre sulla pagina.
Un’adeguata scelta delle fonti di illuminazione nella casa o, comunque, nei luoghi di lavoro, studio o svago, può risolvere numerose difficoltà relative ad una deficiente percezione dei contrasti.

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