Il glaucoma è una patologia “invisibile”. I suoi sintomi vengono spesso sottovalutati, ma il loro aggravarsi può portare a un deterioramento delle capacità visive, fino alla cecità totale.

Il glaucoma colpisce quasi un milione di persone in Italia, con 20mila nuovi casi l’anno, ma solo la metà delle persone affette è consapevole di soffrire di questa patologia.

Prima causa di cecità irreversibile a livello mondiale, il glaucoma è una malattia silenziosa, che inizialmente si manifesta con sintomi facilmente equivocabili con un semplice calo della vista, specialmente in situazioni comuni della vita quotidiana, come la lettura o la guida.

L’aumento della pressione oculare e intraoculare e la conseguente riduzione del flusso sanguigno e della pressione liquorale a livello del nervo ottico, determina il deterioramento di quest’ultimo, canale di trasmissione tra la retina e il cervello. La perdita di acuità visiva è progressiva e ha inizio con un calo della funzione visiva periferica, in alcuni casi appena percettibile. Il campo visivo laterale inizia così a ridursi, in modo talmente silente che spesso è difficile rendersene conto senza le corrette visite specialistiche, fino ad arrivare alla caratteristica “visione a cannocchiale”, in cui solo il campo visivo frontale è libero, mentre tutte le regioni periferiche sono compromesse.

Quando il paziente si rende finalmente conto di incontrare una maggiore e palese difficoltà nella lettura, nella deambulazione o nella guida, significa che la malattia è già in corso e sta già progredendo.  Per questo motivo, effettuare controlli periodici dopo i 40 anni non è solo raccomandato, è decisivo per permettere di prendere le adeguate cautele e rilevare la malattia prima del decorso verso la disabilità visiva e la cecità.

Adeguate terapie, come il laser, colliri a base di beta-bloccanti e prostaglandine e, da ultimo, l’intervento chirurgico, se adottati in tempo possono rallentare il progredire della malattia, ma non c’è un minuto da perdere: entro il 2030 è previsto un aumento del 33% dei casi di glaucoma, con una maggiore incidenza tra le persone miopi, diabetiche e che presentano casi già diagnosticati in famiglia, per cui la prevenzione e la diagnosi precoce sono e saranno sempre più determinanti nel limitare la diffusione di questa malattia.

 

 

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